Non so se piangere o ridere nel leggere le disposizioni relative alle nuove modalità sull’origine perché nel 1981 quando si compilavano le bollette di esportazione sul Modello S2, nel citato modello si doveva indicare, anche in lettere, i pesi e il numero di colli nonché i valori.
A quei tempi l’origine preferenziale veniva confermata compilando un modello DD1, che era un documento doganale, usato nel commercio internazionale per attestare il paese di produzione, permettendo l’applicazione di dazi ridotti o nulli, spesso sostituito da dichiarazioni più moderne come EUR.1. Ma il termine DD1 (o DD3 per merci deperibili) indicava ancora il modello normativo originale europeo. Era fondamentale per l’esportazione verso Paesi con accordi preferenziali e veniva rilasciato dalle Camere di Commercio e non si poteva correggere con la gomma perché lo stampato era zigrignato. Lo status di EA semplifica le formalità di esportazione, consentendo all’operatore economico titolare di EA, di attestare autonomamente, tramite una dichiarazione di origine su fattura o su un altro documento commerciale, l’origine preferenziale delle merci esportate.
Pertanto, l’EA non è tenuto a richiedere, per ogni esportazione, il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, poiché la dichiarazione da esso rilasciata ha lo stesso valore giuridico dei certificati sopra menzionati.
L’azienda però deve dimostrare di esportare frequentemente, averne conoscenza e applicare correttamente le regole di origine preferenziale, ed essere affidabili. Per questo motivo ritengo che l’autorizzazione E,A verrà principalmente richiesta dai dichiaranti doganali, che già sono autorizzati AEO, anche se solo i doganalisti sono esperti in materia di origine.
Fondatore e pioniere della materia doganale in ambito nazionale.
Fondatore nel 1981 dello Studio Toscano srl.
Membro degli esperti in Commissione EU a Bruxelles, consulente in varie sedi Confindustriali e docente delle migliori scuole di formazione.
Membro del Gruppo Esperti Legislazione Doganale di Confindustria Roma.
Autore di svariate pubblicazioni specialistiche in materia doganale.
Iscritto all'albo dei giornalisti ha collaborato con Il Sole 24 Ore, Italia Oggi, Il Doganalista.


