
S: Converrete con me che il termine “evergreen” (letteralmente “sempreverde”) incarna un concetto decisamente versatile che attraversa in maniera trasversale differenti ambiti e contesti mantenendo un valore costante nel tempo, quello di “sempre utile”, “valido”, “rilevante”, “non soggetto a mode” o tendenze. “Evergreen” è una canzone che cantiamo da vent’anni e che canteremo per i prossimi venti; magari non è nemmeno una canzone sola ma una serie di canzoni tra loro molto simili, con caratteristiche precise e sempre riconoscibili che ce le rendono tutte ugualmente piacevoli. “Evergreen” è un film che ci ha rapiti da piccoli, che abbiamo condiviso con i figli perché ancora attuale e che non vediamo l’ora di rivedere con i nipoti, con la stessa felicità della prima volta. Ma, inevitabilmente, c’è evergreen ed evergreen. Non tutti sono uguali, non tutti hanno quel senso di immortale perfezione che li caratterizza. Per alcuni l’architettura classica è un “evergreen”, per altri lo è la “Macarena”. Diventa evidente che parliamo di due tipi di “eternità” molto diversi. Di cosa tratteremo dunque oggi? Di nessuno dei due…perché oggetto delle nostre ricerche questo mese è un sempre-verde certamente di nome ma sicuramente non di fatto poiché deve la sua vertiginosa diffusione ad una tendenza modaiola, quella che vuole decine o talvolta centinaia di metri quadri di pareti di aeroporti, hall e ristoranti, ricoperte di verde artificiale tipicamente a fini decorativi.
C: Immaginiamo, dunque, di dover classificare un pannello quadrato di verde artificiale in plastica, di dimensioni circa 25 cm x 25 cm, con luci LED integrate,
progettato per applicazioni in contesti sia domestici che commerciali, interni ed esterni. Trattato in superficie al fine di prevenire l’eventuale ingiallimento, viene generalmente realizzato in diverse varianti che riproducono in maniera realistica l’aspetto di piante o arbusti. L’effetto “parete verde” viene ottenuto dall’unione di più pannelli mediante appositi occhielli maschio-femmina. Una volta messo in opera il risultato è sorprendente, grazie all’effetto naturale e luminoso che simula la texture di una vera copertura green. Quando accese, le luci led amplificano questo effetto scenografico e ci si ritrova immersi in un ambiente che simula il verde naturale. Semplice da classificare? Non proprio, ma sicuramente divertente. Tipicamente questi pannelli sono tutti realizzati con standard costruttivi simili; il fogliame decorativo in PVC o PE che riproduce l’aspetto realistico di piante naturali, è ancorato alla struttura di supporto tramite incastri. Allo stesso supporto è fissata la catena di luci LED.
S: A questo punto la mente del Doganalista si scatena e mette in gioco uno degli “evergreen” preferiti, le Regole Generali di Interpretazione del Sistema Armonizzato. Il prodotto analizzato è certamente un prodotto composito ai sensi della Regola 3b) (pannello + catena di luci) ma quale dei due oggetti conferisce all’insieme il carattere essenziale? Ragioniamo insieme e ricordiamoci di un Regolamento che abbiamo analizzato in passato in occasione della classificazione di prodotti natalizi e decorazione da utilizzare durante l’intera stagione invernale, il Regolamento di Esecuzione (UE) 2020/517 che classificava una ghirlanda di abete artificiale con catena di luci alla 6702.10.00, tra le foglie artificiali di materie plastiche, in ragione della forte componente decorativa. Tra le motivazioni, infatti, viene chiarito che la ghirlanda conserva la propria funzione decorativa anche a luci spente, pertanto, costituisce a tutti gli effetti l’elemento che conferisce all’articolo il suo carattere essenziale. Per analogia anche il nostro pannello di verde artificiale conserva la propria funzione decorativa anche se spento, pertanto, la classificazione dell’oggetto composito dipende dalla classificazione del suo elemento essenziale. Escludiamo in prima battuta la possibilità che il prodotto possa rientrare sotto la Voce 5703 tra i “tappeti ed altri rivestimenti del suolo di materie tessili (compreso il prato erboso), taftati, anche confezionati”. È pur vero che questa voce comprende anche i tappeti erbosi ma il nostro pannello non viene realizzato secondo le modalità descritte nelle Note Esplicative e non è realizzato a partire da materie tessili.
C: A questo punto si aprono due strade parallele che conducono a soluzioni differenti in termini di classificazione e, dunque, di esposizione daziaria e misure collegate. Una di queste è una voce “evergreen”, la 3926.90, che sta bene un po’ con tutto: unghie finte, pagaie, triangoli di segnalazione, (certe gallette di riso che sanno di polistirolo…ndr). In particolare, nelle Note Esplicative di Nomenclatura Combinata della sottovoce 3926.90.97 leggiamo che “rientrano in questa sottovoce i pannelli laterali di plastica rinforzata con fibra di carbonio per la console centrale delle autovetture. (…) Sono fissati alla console centrale delle autovetture e hanno in particolare funzione decorativa”. Pannelli di rivestimento, diversi da quelli di verde artificiale, ma con il medesimo carattere decorativo. Questa è una possibilità. Ma ai sensi della Regola 1 se un oggetto è nominato allora è il testo della voce a determinarne la classificazione e la Voce 6702 comprende “fiori, foglie e frutti artificiali e loro parti; oggetti confezionati di fiori, foglie o frutti artificiali”. In particolare, la Nota 3 b) del Capitolo 67 stabilisce che “la voce 6702 non comprende le imitazioni di fiori, foglie o frutti, di ceramica, di pietra, di metallo, di legno, ecc., formate di un solo pezzo, gettate, fucinate, scolpite, cesellate, stampate od ottenute con qualsiasi altro procedimento, né quelle formate di più parti montate insieme con procedimenti diversi dalla legatura, l’incollamento, l’incastratura o altri metodi analoghi”.
S: Inoltre, le Note Esplicative di Sistema Armonizzato della Voce 6702 stabiliscono che essa “comprende fiori, le foglie ed i frutti artificiali, cioè gli oggetti che imitano prodotti naturali, ottenuti riunendo fra loro vari elementi (mediante legatura, incollatura, incastratura o procedimenti analoghi) e oggetti confezionati di fiori, foglie o frutti artificiali, quali, in particolare, i mazzi di fiori, le ghirlande, le corone, le imitazioni di piante e qualsiasi altro oggetto, formato dall’unione di parecchi fiori o foglie o frutti artificiali, e costituente un motivo ornamentale, una guarnizione, etc”. Infine “La presenza di spine o di un semplice dispositivo di fissazione non influisce sulla classificazione degli oggetti da comprendere in questa voce” e “gli oggetti della specie sono classificati in questa voce indipendentemente dal carattere più o meno accurato della loro esecuzione”. I pannelli decorativi in oggetto riproducono visivamente l’effetto di cespugli e distese di erba/piante/fiori simulandone l’aspetto naturale. I “rametti” vengono incastrati sulla struttura di base a ricreare la texture della pianta ed è proprio l’unione di queste componenti a realizzare l’imitazione del verde. Tale dispositivo di fissaggio è semplice ma funzionale all’ottenimento del risultato. Esistono, tuttavia, alcune ITV emesse dalla Dogana italiana che complicano ulteriormente il ragionamento.
C: In particolare la ITBTIIT922104-2024-BTI0297 che ha ad oggetto una “Siepe artificiale in foglie di photinia in Polietilene (PE). Il prodotto è composto da 3 elementi: foglie artificiali; corda; supporto. Ogni foglia artificiale presenta un foro all’interno del quale viene fatta passare la corda. La corda con attaccate le foglie viene successivamente intrecciata e legata al supporto. Il supporto è realizzato in rete plastica a maglia quadrata. Il prodotto si presenta in rotoli di dimensioni 1 x 3 m e 1,5 x 3 m”. In questo caso il prodotto è stato classificato alla sottovoce 3926.90.97.90 – altri lavori di materie plastiche – ai sensi delle Regole 1, 3b e 6 spiegando che il supporto in materia plastica (PE) conferisce all’articolo il carattere essenziale. Se raffrontato con il pannello di verde artificiale con luci led appaiono subito evidenti le differenze sostanziali. Il pannello, infatti, è costituito da una struttura di base su cui vengono fissate, tramite “incastri”, le foglie artificiali con l’intento di riprodurre realisticamente l’aspetto di una copertura naturale. La siepe artificiale, invece, è realizzata facendo passare in un foro, praticato nelle singole foglie, una corda che viene poi intrecciata attorno ad una struttura portante. In questo caso, nonostante l’effetto finale sia quello di una siepe, guardando l’oggetto da vicino si scorge una totale mancanza di rami ed altri elementi naturali che disattende la condizione prevista nelle Note Esplicative di Sistema Armonizzato della Voce 6702 “che comprende oggetti che imitano prodotti naturali, ottenuti riunendo fra loro vari elementi”. E forse proprio perché venduto in rotoli, come una comune rete, la classificazione è stata indirizzata verso il supporto riconoscendo solo come secondario l’elemento decorativo.
S: Stesso ragionamento nel caso della ITV ITBTIIT922104-2024-BTI0299 emessa per una “Siepe artificiale in foglie di acero rosso realizzate in Polietilene (PE) Il prodotto è composto da 3 elementi: foglie artificiali; corda; supporto. Le foglie artificiali sono legate alla corda. La corda con attaccate le foglie viene successivamente intrecciata e legata al supporto. Il supporto è costituito da un traliccio estensibile in salice naturale”. In questo caso il prodotto è stato classificato alla sottovoce 4601.19.99.00 – materiale da intreccio – poiché il supporto in salice naturale conferisce all’articolo il carattere essenziale. Infine, analizziamo una ITV tedesca, la DEBTI45136/24-1 emessa per “un pannello frangi-vista “edera” realizzato in fogliame artificiale sotto forma di riproduzioni di rami di edera con foglie verdi ottenute da ritagli di pellicola di plastica goffrata e parzialmente stampata, nervature fogliari in plastica incollate sul lato inferiore delle foglie e rami in plastica sui quali le foglie sono inserite. I singoli elementi sono assemblati mediante incollaggio e inserimento reciproco secondo una tecnica di legatura floreale ad un supporto a griglia in plastica”. In questo caso il fogliame artificiale è realizzato incollando e legando tra loro rametti in plastica con foglie verdi dotate di nervature che ricreano in maniera dettagliata e realistica la struttura dell’elemento naturale, pertanto, il prodotto è stato classificato alla sottovoce 6702.10.00 – fiori, foglie e frutti artificiali e loro parti. I nostri pannelli di verde artificiale, similmente, sono costituiti da una struttura di base su cui vengono fissate, tramite “incastri”, le foglie artificiali ed è proprio l’unione dei diversi rametti a realizzare l’imitazione del verde.
C: Nel nostro caso potremmo quasi escludere che la struttura di base possa assumere rilevanza ai fini della classificazione poiché rappresenta il supporto a cui vengono fissati i rametti al fine di ricreare l’effetto arbusto / distesa verde. La sua presenza è motivata dalla funzionalità, pertanto, non potrà essere considerata né come elemento che determina il carattere del bene con riferimento alla forma (Regola 3b – carattere essenziale) né come voce alternativa tra quelle suscettibili di essere prese in considerazione (Regola 3c). Quasi quasi chiediamo una ITV e, quando riusciremo ad ottenerla visti i tempi decisamente dilatati dei rilasci, la commenteremo insieme. Cosa c’è di più evergreen di un gruppo di amici che si lamenta dei ritardi delle amministrazioni? Lamentarsi è un evergreen, lamentarsi di un finto evergreen è evergreen al quadrato. Evergreen è ciò che non si lascia attraversare dal tempo, ma lo accoglie senza cambiare anima. È come la primavera che ritorna, ma non è mai la stessa; è ciò che non invecchia, ma si rinnova in silenzio, come la luce di marzo che, anno dopo anno, trova sempre il modo di somigliare a un nuovo inizio. E con l’augurio che le vostre ITV arrivino in fretta vi auguriamo una splendida primavera.
C: Claudia Composta
S: Silvia Taroni