Violazioni del “made in Italy”: rilevante la buona fede dell’importatore
Premessa Con la recente pronuncia 22 ottobre 2025, n. 28041, la Corte di cassazione ha affrontato il tema delle frequenti contestazioni in materia di etichettatura di origine dei prodotti, sancendo l’insussistenza della fattispecie amministrativa di fallace indicazione di origine mediante l’uso del marchio qualora l’importatore abbia dimostrato la propria buona fede e diligenza. Se l’operatore commerciale ha richiesto per iscritto al proprio fornitore estero l’apposizione sui prodotti del Made in China, infatti, la mancata corretta etichettatura di origine rappresenta un errore imprevedibile da parte del fornitore, che esclude la punibilità. L’etichettatura di origine Come noto, la corretta etichettatura di [...]


