A seguito delle elezioni europee del giugno 2024, l’UE ha stabilito una serie di priorità che plasmano l’agenda strategica e politica fino al 2029 e servono a rispondere alle principali sfide che l’UE e i cittadini europei hanno di fronte.
Le priorità derivano da un dialogo tra i leader dell’UE, i ministri nazionali, le istituzioni dell’UE e i gruppi politici eletti al Parlamento europeo. Nel giugno 2024 il Consiglio europeo ha definito le sue priorità nell’agenda strategica dell’UE 2024-2029, che sono poi state riprese dalla Commissione europea per elaborare le sue priorità politiche prima dell’inizio del nuovo mandato di 5 anni.

Agenda strategica dell’UE per il periodo 2024-2029

Nell’agenda strategica per il periodo 2024-2029 i leader dell’UE hanno definito 3 settori prioritari per orientare il lavoro delle istituzioni dell’UE nei prossimi 5 anni. La necessità di un piano strategico chiaro è diventata sempre più urgente. Negli ultimi anni l’UE ha dovuto far fronte a numerose crisi, dalla lotta ai cambiamenti climatici alla pandemia di COVID-19, fino al sostegno all’Ucraina a seguito della guerra di aggressione della Russia. Concentrandosi su nuovi settori prioritari, l’UE contribuirà ad accrescere la sovranità dell’Europa e a prepararla ad affrontare le sfide future.

Le 3 priorità sono:

Un’Europa libera e democratica

  • difendere i valori europei all’interno dell’UE;
  • sostenere i valori dell’UE in tutto il mondo.

Un’Europa forte e sicura

  • garantire un’azione esterna coe­ren­te e incisiva;
  • potenziare la sicurezza e la difesa dell’UE e proteggere i propri cittadini;
  • prepararsi a un’Unione più grande e più forte;
  • mettere in atto un approccio globale ai flussi migratori e alla gestione delle frontiere.

Un’Europa prospera e competitiva

  • rafforzare la competitività dell’UE;
  • garantire il successo delle tran­si­zio­ni verde e digitale;
  • promuovere un ambiente favorevole all’innovazione e alle imprese;
  • fare progressi insieme.

Le priorità della Commissione

La presidente della Commissione ha stabilito 7 priorità per il mandato 2024-2029 della Commissione europea. Queste si fondano sull’agenda strategica dell’UE elaborata dal Consiglio e sulle discussioni con i gruppi politici del Parlamento europeo.

Le priorità sono:

Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività dell’Europa

Aiutare le imprese a promuovere la crescita economica, sostenere le industrie competitive dell’UE e creare posti di lavoro di qualità, sviluppare un’economia circolare e resiliente che ponga la ricerca e l’innovazione al centro e acceleri gli investimenti, rispondere al fabbisogno di competenze e di manodopera e svolgere un ruolo guida nell’innovazione delle tecnologie digitali.

Una nuova era per la difesa e la sicurezza europee

Garantire che i cittadini europei siano più protetti e sicuri costruendo un’Unione europea della difesa, affrontando tutte le minacce, online e offline, e preparandosi a reagire alle crisi. Rafforzare le nostre frontiere comuni e gestire i flussi migratori in modo equo e rigoroso.

Sostenere le persone e rafforzare le nostre società e il nostro modello sociale

Sostenere e migliorare la qualità della vita di cui godiamo oggi in Europa promuovendo l’equità sociale nell’economia moderna, rafforzando la solidarietà tra i cittadini, riportando l’unità nelle nostre società, sostenendo i giovani e garantendo pari opportunità per tutti.

Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura

Costruire un sistema agroalimentare competitivo e resiliente e salvaguardare la biodiversità per sostenere i nostri agricoltori e la qualità dei nostri alimenti.

Adattarci e prepararci a un clima che cambia, in modo da essere pronti per aiutare le persone colpite.

Proteggere la nostra democrazia, difendere i nostri valori

Proteggere e difendere la democrazia e costruire una società più resiliente e preparata, rafforzare lo Stato di diritto per una società equa e ben funzionante, favorire l’impegno civico e la partecipazione per portare le idee dei cittadini al centro del processo di elaborazione delle politiche.

Un’Europa globale: fare leva sulla nostra forza e sui nostri partenariati

Sostenere l’allargamento dell’UE per aumentare la nostra influenza sulla scena mondiale; concentrarsi sul nostro più ampio vicinato per promuovere la pace, le alleanze e la stabilità economica; perseguire una nuova politica estera economica e riformare il sistema internazionale per adeguarlo alla realtà odierna.

Raggiungere insieme gli obiettivi e preparare l’Unione al futuro

Mettere a punto un bilancio dell’UE più semplice e incisivo per destinare i fondi agli interventi maggiormente necessari; attuare una serie di riforme per garantire il buon funzionamento di un’Unione più ampia e rafforzare la collaborazione tra la Commissione europea e il Parlamento europeo per poter ottenere risultati migliori insieme.

Definizione delle priorità strategiche

La strategia politica complessiva dell’UE viene elaborata congiuntamente dalle sue istituzioni: il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione europea.

In particolare, il Consiglio europeo fornisce gli orientamenti e gli obiettivi dell’UE per un periodo di 5 anni nell’agenda strategica dell’UE.

Ogni cinque anni, all’inizio di un nuovo mandato della Commissione, il suo presidente determina, tra l’altro, le priorità per il quinquennio a venire.

Ogni anno, nel discorso sullo stato dell’Unione, il presidente della Commissione presenta e discute con il Parlamento europeo i risultati conseguiti dalla Commissione nel corso dell’anno precedente e annuncia le principali iniziative previste per l’anno a venire. Tali iniziative sono condivise anche con il presidente del Parlamento europeo e con la presidenza di turno del Consiglio in una cosiddetta “lettera di intenti”.

Su questa base e tenendo conto delle priorità generali per un periodo di 5 anni, il programma di lavoro della Commissione definisce un piano d’azione per l’anno successivo che descrive in che modo le priorità si tradurranno in azioni concrete.

Attraverso la previsione strategica, la Commissione cerca inoltre di integrare le conoscenze future nella sua definizione delle politiche, nella sua pianificazione strategica e nella sua preparazione.

Altre priorità

Accanto alle priorità indicate sopra, le altre istituzioni dell’UE definiscono spesso ulteriori priorità per riflettere i loro punti di vista.

Presidenza del Consiglio dell’Unione europea

Ciascun paese dell’UE assume a turno per 6 mesi la presidenza del Consiglio dell’UE. Il suo ruolo è quello di fungere da mediatore imparziale e di promuovere le di­scus­sio­ni tra tutti i paesi dell’UE sulla normativa europea.

Ciascuna presidenza individua la propria serie di priorità. Queste sono determinate dalle questioni più urgenti del momento e hanno l’obiettivo generale di rafforzare l’UE e promuoverne i valori.

Gruppi politici del Parlamento europeo

I 720 membri del Parlamento europeo appartengono per lo più a uno degli attuali 8 gruppi politici, organizzati per partito anziché per nazionalità. Ciascun gruppo politico stabilisce le proprie priorità, che riflettono le questioni considerate essenziali dagli elettori.

Prima di ogni votazione in plenaria, i gruppi politici esaminano le relazioni elaborate dalle commissioni parlamentari e presentano eventuali emendamenti. La posizione adottata dal gruppo politico fa seguito alle discussioni avvenute in seno al gruppo. Nessun deputato può essere costretto a votare in un determinato modo.

Organigramma dell’Unione Europea

Le istituzioni dell’Unione europea sono sette: il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio dell’Unione europea, la Commissione europea, la Corte di giustizia dell’Unione europea, la Banca centrale europea e la Corte dei conti europea.

Il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo – anche noto come Europarlamento o Eurocamera – è un’istituzione di tipo parlamentare che rappresenta i popoli dell’Unione europea, ed è l’unica istituzione europea a essere eletta direttamente dai cittadini dell’Unione. Fondamentalmente è un’evoluzione dell’Assemblea comune della CECA.

La Commissione europea ha l’iniziativa legislativa e, con il Parlamento europeo, esercita la funzione legislativa dell’UE. Tuttavia, secondo il Trattato di Maastricht rafforzato dal Trattato di Lisbona, il Parlamento europeo ha un diritto di iniziativa legislativa che gli consente di chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa.

Dal 1979 viene eletto direttamente ogni cinque anni a suffragio universale; tuttavia, per lungo tempo, alle sue elezioni l’affluenza alle urne è diminuita a ogni elezione, scendendo a meno del 50% dal 1999; nel 2014 i votanti sono stati il 42,54% di tutti gli aventi diritto; nel 2019, per la prima volta dopo 20 anni, si è avuta una partecipazione superiore al 50%, pari esattamente al 50,97%.

Dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, l’organo è stato composto da 750 deputati più il Presidente, in precedenza i deputati erano 766.

A seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avvenuta il 31 gennaio 2020, il numero dei seggi è stato ridotto a 705 compreso il presidente; il corpo elettorale del Parlamento europeo costituisce inoltre il più grande elettorato democratico trans-nazionale nel mondo, circa 375 milioni di aventi diritto al voto nel 2009.

È la “prima istituzione” dell’UE, menzionata per prima nei trattati, avendo la precedenza cerimoniale su tutte le altre autorità a livello europeo, e condivide la funzione legislativa con il Consiglio, tranne che in alcune aree dove si applicano procedure legislative speciali; partecipa inoltre alla procedura di approvazione del bilancio dell’UE, elegge il Presidente della Commissione e approva o respinge la nomina della Commissione nel suo insieme, può anche forzare le dimissioni dell’intera Commissione, con una maggioranza di due terzi, attraverso l’adozione di una mozione di censura.

In generale esercita un controllo politico sulla Commissione mediante l’approvazione di mozioni e dichiarazioni; ad esempio può sollecitare la Commissione a esercitare l’iniziativa legislativa in una determinata materia.

L’attuale Presidente del Parlamento europeo è Roberta Metsola, eletta il 18 gennaio 2022. Ha la sua sede ufficiale a Strasburgo, dove si celebrano le sessioni plenarie, mentre le riunioni delle commissioni si svolgono a Bruxelles. A Lussemburgo c’è invece la sede del Segretariato generale del Parlamento europeo.

Il Consiglio europeo

Il Consiglio europeo è un organismo collettivo che definisce “le priorità e gli indirizzi politici” generali dell’Unione europea ed esamina i problemi del processo di integrazione. Comprende i capi di stato o di governo degli Stati membri dell’UE, con il presidente del Consiglio europeo ed il presidente della Commissione europea.

Attivo dal 1975, con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009, il Consiglio europeo è diventato una delle istituzioni dell’Unione europea e ha un presidente, eletto per due anni e mezzo. Dal 2017 ha la propria sede principale nel Palazzo Europa e una sede secondaria nel Palazzo Justus Lipsius, entrambi situati nel Quartiere europeo di Bruxelles.

Non va confuso con un’altra istituzione dell’Unione europea: il Consiglio dell’Unione europea, che detiene il potere legislativo dell’Unione insieme al Parlamento europeo.

Non va confuso nemmeno col Consiglio d’Europa, il quale è una organizzazione internazionale indipendente dall’Unione europea.

Il Consiglio dell’Unione Europea

Il Consiglio dell’Unione europea, denominato in questo modo dal trattato di Lisbona del 2007, noto anche come Consiglio dei ministri europei, in precedenza come Consiglio speciale dei ministri, detiene – insieme al Parlamento europeo – il potere legislativo nell’Unione europea.

In Consiglio sono rappresentati i governi dei 27 Stati membri dell’UE; esso è stato descritto da alcune fonti come una camera alta dell’organo legislativo dell’Unione, sebbene non sia questa la dicitura presente nei trattati. Ha sede principale a Bruxelles nel Palazzo Europa dal 2017 e sede secondaria nel Palazzo Justus Lipsius. Non è da confondere con il Consiglio d’Europa, che è un’organizzazione internazionale del tutto indipendente dall’Unione europea.

Va tenuto inoltre distinto, benché strettamente collegato, dal Consiglio europeo, un organo dell’Unione europea senza potere normativo ma titolare dell’indirizzo politico, assegnato a tempo pieno e con durata prolungata al suo presidente, attualmente António Costa e composto dalle massime cariche dell’esecutivo dei Paesi dell’Unione europea, i capi di Stato o di governo.

Il Consiglio è composto, ai sensi dell’art. 16 del Trattato sull’Unione europea, da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale che possa impegnare il governo dello Stato membro, scelto in funzione della materia oggetto di trattazione.

Tale ampia formulazione consente una maggiore flessibilità, e dunque una maggiore discrezionalità da parte degli Stati, rispetto alla previsione della necessaria partecipazione di un ministro: ordinamenti federali come quello tedesco, infatti, nelle materie di competenza dei singoli Länder, non hanno un unico ministro, ma un ministro per ogni Land, e la previsione della partecipazione di un “ministro” creerebbe difficoltà di individuazione.

Esso si riunisce in varie formazioni: a seconda della questione all’ordine del giorno, ciascuno Stato membro sarà rappresentato da un’autorità a livello ministeriale responsabile di quell’argomento, affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura; ai rappresentanti degli Stati si aggiunge il Commissario europeo responsabile del tema in esame.

La presidenza del Consiglio dell’Unione europea è assunta a rotazione da uno Stato membro ogni sei mesi.

Poteri e compiti

Il Consiglio, congiuntamente al Parlamento europeo, esercita la funzione legislativa e la funzione di bilancio; coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune; conclude, a nome dell’Unione, accordi internazionali tra l’Unione e uno o più Stati o organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.

Presidenza

La Presidenza del Consiglio spetta a ciascuno Stato membro per la durata di un semestre, secondo un sistema a rotazione semestrale stabilito da una deliberazione a maggioranza qualificata del Consiglio europeo.

Funzionamento

Il Consiglio Affari generali assicura la coerenza dei lavori delle varie formazioni del Consiglio: prepara infatti le riunioni e ne assicura il seguito.

Gli atti del Consiglio possono assumere la forma di regolamenti, direttive, decisioni, azioni comuni o posizioni comuni, raccomandazioni oppure pareri.

Il Consiglio può inoltre adottare conclusioni, dichiarazioni e risoluzioni. Le deliberazioni vengono adottate a maggioranza semplice, qualificata o all’unanimità, in base all’ambito di pertinenza.

Commissione europea

La Commissione europea è una delle principali istituzioni dell’Unione europea, suo organo esecutivo, non eletto dai cittadini europei e promotrice del processo legislativo. È composta da delegati, uno per ogni Stato membro dell’Unione europea, detto Commissario, a ciascuno dei quali è richiesta la massima indipendenza decisionale dal governo nazionale che lo ha indicato.

La Commissione tuttavia è legata anche da un particolare tipo di rapporto fiduciario nei confronti del Parlamento europeo. Ha la sua sede principale nel Palazzo Berlaymont a Bruxelles.

Rappresenta e tutela gli interessi dell’Unione europea nella sua interezza e avendo il monopolio del potere di iniziativa legislativa, propone l’adozione degli atti normativi dell’UE, la cui approvazione ultima spetta al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea; è responsabile inoltre dell’attuazione delle decisioni politiche da parte degli organi legislativi, gestisce i programmi UE e la spesa dei suoi fondi strutturali.

La Commissione europea detiene, quasi in esclusiva, il diritto di iniziativa legislativa, condivide il potere esecutivo con il Consiglio e adotta decisioni vincolanti in materia di concorrenza e aiuti di Stato, soggette al controllo della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Questa concentrazione di poteri, unita al fatto che i Commissari non sono eletti direttamente ma designati dai governi nazionali e approvati dal Parlamento europeo, è spesso indicata come una delle principali cause del cosiddetto deficit democratico dell’Unione europea.

Corte di Giustizia

La Corte di giustizia dell’Unione europea – CGUE – è un’istituzione dell’Unione europea con sede in Lussemburgo, presso le torri omonime.

La CGUE ha il compito di garantire l’osservanza del diritto comunitario nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati fondativi dell’Unione europea. La tutela giurisdizionale dell’Unione europea è affidata alla Corte, organo unitario, suddiviso in una pluralità di formazioni: la Corte di giustizia, creata nel 1952; il Tribunale, creato nel 1988. Dal 2004 al 2016 è stato attivo anche il Tribunale della funzione pubblica.

La Banca centrale europea

La Banca centrale europea, – BCE – è la banca centrale incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i venti Paesi dell’Unione europea che hanno aderito alla moneta unica formando la cosiddetta zona euro, nonché della politica di vigilanza sugli enti creditizi.

Ha sede a Francoforte sul Meno, in Germania.

Istituita il 1º giugno 1998, succedendo all’Istituto monetario europeo, in vista dell’introduzione dell’euro il 1º gennaio 1999, in passato è stata chiamata anche per metonimia Eurotower, dal nome del grattacielo dove fino all’ottobre 2014 aveva sede l’istituzione.

Gli Stati che vi hanno aderito sono: Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna. La BCE è stata istituita in base al trattato sull’Unione europea e allo Statuto del sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, il 1º giugno 1998.

Ha iniziato ad essere funzionale dal 1º gennaio 1999, quando tutte le funzioni di politica monetaria e del tasso di cambio delle allora undici banche centrali nazionali sono state trasferite alla BCE. Nella stessa data sono stati sanciti irrevocabilmente i tassi di conversione delle monete nazionali rispetto all’euro. Ai sensi del diritto pubblico internazionale, la Banca ha propria personalità giuridica autonoma.

La BCE può emanare decisioni e formulare raccomandazioni e pareri non vincolanti. Deve inoltre essere consultata dalle altre istituzioni dell’Unione per progetti di modifica dei trattati che riguardino il settore monetario, oltre che per ogni atto dell’Unione riguardante materie di sua competenza.

La sede della BCE è nel quartiere francofortese dell’Ostend, nella struttura preesistente di quello che è stato il mercato all’ingrosso cittadino, a Francoforte sul Meno in Germania.

Dal 1º novembre 2019 la presidente della BCE è la francese Christine Lagarde succeduta all’italiano Mario Draghi.

La Corte dei conti europea

La Corte dei conti europea è una delle sette istituzioni dell’Unione europea, preposta all’esame dei conti di tutte le entrate e le uscite dell’Unione e dei suoi vari organi al fine di accertarne la sana gestione finanziaria.