Quando qualche tempo fa, circa 50 anni, dovevo “passare la bolletta” mi arrovellavo su come poter rapidamente passare “le forche caudine” dei vari uffici, dalle
sbarre che ti separavano dall’agognato rilascio della merce sancito dalla firma del Capo sezione che controllava tutto: accettazione, visto valori, visto divieti, delega al funzionario, visita, registrazione e cassa, fatto salvo che non ci fossero altri passaggi per garanzia e contingenti. Quante belle notti del 31 Dicembre e 1° Gennaio con i colleghi! Ma “il contorno”: assegnazioni, revisioni, rettifiche erano una passeggiata a confronto del resto.
Il tempo passa e le procedure anche.
L’informatica ha cambiato ogni passaggio lasciandoci o togliendoci qualsiasi poesia nel rilascio della bolletta.
Allora si avevano mille scambi e condivisioni con i colleghi, impegno, ricerca, ma “il contorno” era lineare e non gravava sul nostro umore.
Ora è tutto diverso, la bolla è telematica e, salvo di un controllo VM, non la dobbiamo neanche stampare ma, per tutto quello che viene dopo è finita la poesia.
Tra protocolli, stampe rettifiche, convalide, l’iter è diventato un’odissea della quale non sappiamo la tempistica e lo sforzo necessario a concluderne l’iter.
Serve un mare di carta e un mare di tempo per una procedura che fino a qualche tempo fa era prevista almeno nelle più semplici applicazioni: il nostro compito era semplice. Peccato, era un buon “contorno”!
Presidente del Consiglio Territoriale della Regione Liguria e Amministratore presso PARODI FORWARDING SRL
